
Nel momento in cui scrivo,sembra che sia stata scelta questa poesia di Ungaretti come analisi del testo per la maturità. Un pochino in ansia per mia figlia che in questo momento è alle prese con il classico momento clou del passaggio dall'adolescenza alla maturità, sbircio su internet per capire le tracce e ipotizzare quale sceglierà lei. Mentre passando in macchina davanti ai vari istituti che stamani 'ospitano' gli esami decine di ragazzi affollavano le scalinate ed i portoni di ingresso, mi sono chiesta se questi esami avessero ancora senso oppure no. Una formalità, che ogni ragazzo vive a modo suo, in fondo credo che sia importante sostenerlo. E' un momento unico prima dell'università, per chi prosegue, o che segna la fine di un percorso che senza questo traguardo finale non sarebbe lo stesso. Per i voti, pazienza, molti saranno gli insoddisfatti e tante le ingiustizie di colleghi che, in linea di massima, non valuteranno come merita l'alunno. Purtroppo è così. Ho notato già nei voti di ammissione parecchie 'incoerenze' , )....
...ritornando a questa meraviglia di versi....la riporto per chi si trova a passare da qui...perché mi ricorda dei momenti trascorsi a Lucca agli inizi della mia esperienza giornalistica...
Ecco Lucca, calda, crudele, serrata, e verde.
Mi sento qui nella carne di ogni persona che in-
contro.
Esamino i connotati come se chi passa portasse via,
nei suoi panni, il mio corpo. E' la mia terra, è il mio
sangue. Ne ho un tormento e un desiderio come chi
si scostasse da un incesto; - ma non può dominare la
fatalità dei suoi sensi!
Queste giornate, in questi luoghi, mi fanno soffrire,
e mi coprono di voluttà, e mi tengono limitato come
in una bara.
Riprenderò la via del mondo. Andrò dove sono fo-
restiero: Dove non è peccato, sacrilegio, essere curiosi
di sè nelle cose che godi.
Qui finirei col riprendere la zappa, col rimescolarmi
ai contadini, col dimenticare le acredini e i miracoli
delle lettere, col lodare, al sole l'alto grano d'oro,
mentre si falcia, e le coscie delle donne sorprese a
fecondarsi di te in una gran perdizione di sguardi e di
morsi bestiali; e non sai più se è una pesca o labbra
quella forma che hai divorato, se non fosse l'odor for-
te della donna; e poi al sole che ti dà un abbandono,
un abbandono così esteso, che accogli il sonno come
una pace vera di morte.