Giovannabetto
about people, about me...near me and far from here..." sulla gente, su di me...vicino a me e lontano da qui"...
domenica 1 aprile 2012
Il Teatro nel Teatro. La rappresentazione nella rappresentazione.
È ciò a cui si è assistito durante la Prima del neo ristrutturato Mandanici. L'edificio (risorto dalle ceneri che più volte lo hanno ricoperto: le prime, vere, dovute alle fiamme,
le seconde generate dall'incuria dopo un tentativo sfumato nel tempo di ricostruzione in un luogo diverso dal precedente ) aveva fatto l'impossibile per riemergere, annaspando, fra difficoltà di ogni tipo, accumulatesi nel tempo. Ma quando il più sembrava ormai fatto e la 'Fenice' era pronta a rinascere dalle ceneri, ecco abbattersi la scure del divieto. 'Barcellona: Non è un paese per la cultura'.
E' un paese fatto di personaggi, ambigui e narcisti, ai quali piace rubare la scena a coloro che, in quel momento, se la sono guadagnata.
E allora addio allo spettacolo vero, al velluto rosso, alla passerella, al vestito da sera, all'invito tanto agognato, il sogno si è interrotto bruscamente. Gli attori però non hanno abbandonato la scena: the show must go on! Lo spettacolo deve continuare! E tutti possono parteciparvi. Tutti!
Al freddo e sulla terra battuta, l'orchestra e il coro, si sono esibiti ugualmente. Gli artisti hanno messo da parte l'umiliazione di suonare, cantare, recitare davanti al viavai di gente che per vari motivi passava di là sostava un po' e poi tirava dritto. In tanti hanno preso posto su un 'parterre' improvvisato e cercato di rendere omaggio al lavoro di chi per mesi aveva lavorato alla preaparazione dell'evento, ma troppo era il fastidio alla fruizione piena dello spettacolo procurato da Gente distratta, sprezzante ed ignorante la quale si avvicinava disturbando, poco rispettosamente, i cantanti che, con professionalità ammirevole, proseguivano il canto.
Qualcosa di ciò che è avvenuto ieri mi ha ricordato un racconto di Camilleri in cui, in occasione dell'inaugurazione, mi sembra proprio di un teatro, la nobiltà del posto disertò l'invito, mandando al suo posto la propria servitù, con tutto ciò che ne poteva derivare, in un insieme di gaffés e situazioni comiche. Ecco, ieri ho avuto questa visione: un insieme di figuranti che, unito ai veri attori, ha dato di sé, uno spettacolo goffo.
giovedì 26 gennaio 2012
'Fare la calza'

Un po' di tempo fa c'è stato qualcuno che, per incitarmi a fare di più ( secondo lui ) quando, in alcuni miei momenti di stanchezza e poca voglia di sgomitare fra gente insignificante ma significativa ; ) preferivo scansarmi e lasciare passare avanti, senza che ciò mi facesse sentire in alcun modo 'sconfitta'.
Allora qualcuno mi diceva: 'ma vai a casa a fare la calza, se non te la senti' ecc.
A distanza di tempo devo dire che ho scoperto che 'fare la calza' è bellissimo. Anzi, consiglio a tutti, ogni tanto: lasciate correre qualcun altro al posto vostro e voi andate dove vi pare.... anche a fare la calza...lunga, corta a righe, con i pompon...o un ricamino o un fiorellino all'uncinetto ; )
prendetevi tutto il tempo che ci vuole.
venerdì 11 novembre 2011
una data particolare. 11.11.11.

11.11.11
palindromo perfetto? dicono di sì.
dicono che potrebbe succedere qualcosa di speciale in questa data....
quanti di noi fanno caso a queste cose? può una data condizionare l'intero universo? la nostra vita? o siamo noi che diamo importanza a queste cose particolari, che, forse non significano niente ...?
( in ogni caso, i palindromi mi piacciono. come quello nella foto ritrovato in una chiesa in Val D'Aosta, realizzato in mosaico. )
mercoledì 26 ottobre 2011
TMNews - Telefonata da nave italiana Savina Caylyn: "Ci portano a terra"
TMNews - Telefonata da nave italiana Savina Caylyn: "Ci portano a terra"
Perchè ancora nessuno fa niente di concreto per liberarli?!?!
Perchè ancora nessuno fa niente di concreto per liberarli?!?!
venerdì 12 agosto 2011
Meraviglie locali...
mercoledì 22 giugno 2011
Ungaretti, la maturità.....e Lucca.
Nel momento in cui scrivo,sembra che sia stata scelta questa poesia di Ungaretti come analisi del testo per la maturità. Un pochino in ansia per mia figlia che in questo momento è alle prese con il classico momento clou del passaggio dall'adolescenza alla maturità, sbircio su internet per capire le tracce e ipotizzare quale sceglierà lei. Mentre passando in macchina davanti ai vari istituti che stamani 'ospitano' gli esami decine di ragazzi affollavano le scalinate ed i portoni di ingresso, mi sono chiesta se questi esami avessero ancora senso oppure no. Una formalità, che ogni ragazzo vive a modo suo, in fondo credo che sia importante sostenerlo. E' un momento unico prima dell'università, per chi prosegue, o che segna la fine di un percorso che senza questo traguardo finale non sarebbe lo stesso. Per i voti, pazienza, molti saranno gli insoddisfatti e tante le ingiustizie di colleghi che, in linea di massima, non valuteranno come merita l'alunno. Purtroppo è così. Ho notato già nei voti di ammissione parecchie 'incoerenze' , )....
...ritornando a questa meraviglia di versi....la riporto per chi si trova a passare da qui...perché mi ricorda dei momenti trascorsi a Lucca agli inizi della mia esperienza giornalistica...
Ecco Lucca, calda, crudele, serrata, e verde.
Mi sento qui nella carne di ogni persona che in-
contro.
Esamino i connotati come se chi passa portasse via,
nei suoi panni, il mio corpo. E' la mia terra, è il mio
sangue. Ne ho un tormento e un desiderio come chi
si scostasse da un incesto; - ma non può dominare la
fatalità dei suoi sensi!
Queste giornate, in questi luoghi, mi fanno soffrire,
e mi coprono di voluttà, e mi tengono limitato come
in una bara.
Riprenderò la via del mondo. Andrò dove sono fo-
restiero: Dove non è peccato, sacrilegio, essere curiosi
di sè nelle cose che godi.
Qui finirei col riprendere la zappa, col rimescolarmi
ai contadini, col dimenticare le acredini e i miracoli
delle lettere, col lodare, al sole l'alto grano d'oro,
mentre si falcia, e le coscie delle donne sorprese a
fecondarsi di te in una gran perdizione di sguardi e di
morsi bestiali; e non sai più se è una pesca o labbra
quella forma che hai divorato, se non fosse l'odor for-
te della donna; e poi al sole che ti dà un abbandono,
un abbandono così esteso, che accogli il sonno come
una pace vera di morte.
venerdì 27 maggio 2011
E' tardi.

E' difficile dire o scrivere qualcosa in merito ad una tragedia che si ripete drammaticamente in questi ultimi tempi: bimbi piccolissimi dimenticati nell'auto dai genitori e che muoiono per questo.
Perché ???
Perchè più di un genitore arriva a commettere, involontariamente, un crimine ?
E' un vero strazio immaginare lo sgomento di una persona che si renda conto di ciò che ha fatto.
ha preso il proprio figlio, lo ha caricato in macchina, lo ha portato con sè...forse doveva lasciarlo al nido, e invece, quell'uomo o quella donna, probabilmente assillati dai pensieri del lavoro, dallo stress...ha proseguito per l'ufficio...il bimbo forse intanto si è addormentato...e così, complici l'abitudine, l'ansia, i telefonini che rincorrono, i pensieri, le scadenze... e allora, capita che si scenda dall'auto, un bip del telecomando rassicura dell'avvenuta chiusura delle portiere, nn serve accertarsene, guardare ancora una volta in auto....no. nn serve.
sono gesti abituali.
nn c'è bisogno di tornare indietro, correre....correre....far presto...la riunione...l'appuntamento....
tutto nella testa...tranne ... che il bimbo, il proprio bimbo è rimasto in auto. dimenticato.
forse bisognerebbe aiutare i genitori, tutti, soprattutto quelle madri e quei papà che nn possono permettersi un aiuto, che vivono in città isteriche da un modo di vivere frenetico spesso, inutile.
dove corriamo?
e poi...perchè nn si riesce a cercare aiuto?
ad ammettere che certi ritmi hanno poco di umano? e che di conseguenza avvengono fatti 'disumani', come dimenticarsi di un figlio in macchina.
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